Quello che si nota fin da subito è la libertà di movimento e di azione all’interno del gioco, il coinvolgimento nella storia è assicurato data anche la possibilità, durante il gioco, di personalizzare a nostro piacimento il personaggio che andremo ad impersonare.
La storia si sviluppa attorno a Carl Johnson (CJ per gli amici) un ragazzo di colore che cinque anni prima, dopo la morte del fratellino, andò via da Los Santos, la sua città natale, per poi ritornarci dopo aver ricevuto la notizia dell’uccisione della madre avvenuta per mano di un misterioso assassino.

Come se non bastasse dovrà vedersela anche con il poliziotto Frank Tenpenny che, insieme al suo collega Eddie Pulasky, lo accuserà di aver ucciso un suo amico; nota: questi due personaggi, nella versione originale, sono doppiati da Samuel L. Jackson e Chris Penn.
Come giusto che sia cominceremo “da zero”, cioè con pochi soldi, poca influenza su altre persone e con un fisico da acciuga. La prima cosa che viene insegnata è come muoversi, a piedi o con i mezzi, per la città (all’inizio sarà disponibile una BMX), però con l’avanzare del gioco si potranno usare tantissimi mezzi per spostarsi. Durante gli spostamenti si potrà notare la vastità dell’area di gioco che riproduce le tre grandi città di Los Santos, San Fierro e Las Venturas (rispettivamente Los Angeles, San Francisco e Las Vegas), tra le quali c’è l’aperta campagna e anche un’area deserta con una base militare chiamata area 69 (l’odierna area 51).

Come detto prima il parco mezzi è molto ampio e va dalla singola bicicletta al camion con il rimorchio, fino a pilotare un’aereo di linea. Ogni mezzo ha caratteristiche fisiche e di guida differenti (accelerazione, manovrabilità e velocità). Le vetture sono anche distruttibili, cioè si danneggiano ad ogni urto o colpo subito, scoppiano gli pneumatici, fino a diventare inguidabili e poi saltare in aria (comunque è possibile gettarsi dal veicolo in fiamme mentre è in movimento a discapito di un po’ di energia).

Durante il gioco potremo entrare in molti edifici tra cui bar e sale giochi dove è possibile giocare, ad esempio a biliardo, e scommettere dei soldi con l’avversario. Ci si può cimentare anche in gare di ballo o gare di auto truccate.
E’ possibile anche rubare mezzi speciali come l’ambulanza (e andare a recuperare pazienti in giro per la città per portarli in ospedale) o il taxi (e portare a destinazione passeggeri in attesa); fare queste missioncine ci farà guadagnare dei soldi extra per ogni obiettivo completato.

Abbiamo detto che dovremo fronteggiarci con le bande rivali che occupano, ognuna, una determinata zona della città, e completando man mano le missioni, saremo aiutati dai nostri amici anche per delle vere e proprie spedizioni punitive con le quali finiremo per “soffocare” le bande rivali, conquistandone il loro territorio.
La versione programmata per la PS2 è stata la prima ad essere immessa sul mercato videoludico peccando un po’ nel comparto grafico, dato che il motore grafico utilizzato per muovere tutto il mondo di S.Andreas è quello del terzo capitolo della serie; per questo motivo in alcuni punti si perde la fluidità delle immagini dovuta al caricamento dell’immensa mole di poligoni, e a detta dei programmatori, delle limitazioni hardware della console (!?!?!?!?!? ma se hanno tirato fuori titoli come God of War che sfrutta quasi appieno la potenza della PS2, e non è un gioco con pochi poligoni a schermo… mah!).

La versione per PC è l’ultima ad essere stata rilasciata e quindi risulta graficamente molto più appagante, rispetto alle versioni per console (anche se qui ci sono delle incertezze), dove si notano netti miglioramenti visivi e di framerate. Altra cosa è che è possibile scalare la risoluzione che, al massimo livello, fa “piangere” le altre versioni a causa delle loro limitazioni tecniche. Tutto ciò, comunque, a fatto contenti i molti possessori di PC che all’inizio, sicuramente, morivano di invidia nel vedere i loro amici possessori di console che giravano per le strade di Los Santos con CJ.

Già alla presentazione ufficiale il gioco fu soggetto di critiche, soprattutto da parte di genitori che avrebbe visto i loro figli giocare con un gioco dove la violenza dilaga, pieno zeppo di parolacce e situazioni che, a detta degli stessi genitori, sono un pochino diseducative (contrabbando di armi, spaccio di droga, gioco d’azzardo…), ma alla fine il “titolone” è uscito lo stesso sugli scaffali dei negozi, facendo la gioia di migliaia di fans della serie.
. . . qualche screen per rendere l'idea . . .
thanks to:
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