lunedì 13 ottobre 2008

Crysis Warhead

Non c’è alcun dubbio che gli sviluppatori di Crytek, capeggiati da Cevat Yerli, abbiano un’uguale propensione per gli aspetti tecnologici e per quelli narrativi. Crysis, infatti, non soltanto presenta un motore grafico all’avanguardia ed effetti speciali degni di una pellicola cinematografica, ma racconta anche una storia dalla trama complessa e articolata, ricca di colpi di scena e di situazioni insolite e inaspettate. In questo secondo capitolo di quella che, molto probabilmente, diventerà una trilogia da sapore epico, lasciamo i panni virtuali di “Nomad”, ovvero Jake Dunn, luogotenente della Delta Force, per assumere il ruolo di un altro personaggio già visto nel primo titolo, ossia Michael “Psycho” Skyes, un anti-eroe dalle poche parole e dai modi alquanto rozzi, ex ufficiale della SAS inglese.
Nelle vicende che verranno raccontate in Warhead, riprenderemo il filo delle sottotrame lasciate (volutamente) insolute nel primo titolo, e proseguiremo con la storia scoprendo interi nuovi capitoli.
Chi ha avuto la pazienza e l’abilità di terminare Crysis, infatti, sa che il finale lascia molti punti in sospeso, domande a cui non è ancora stata data una risposta.
Toccherà a questo nuovo capitolo (e in un futuro, con il terzo capitolo ^^) sciogliere tutti i nodi, e solo alla fine saremo in grado di scoprire tutti i retroscena della vicenda.
Di Skyes sappiamo poco, ad esempio che ha abbandonato la squadra di Dunn per unirsi a un’altra unità. I due si incontreranno solo dopo molto tempo.
Questo gioco racconta proprio le vicende del nuovo protagonista durante quella fase, mettendoci nei suoi panni e aumentando ulteriormente il ritmo frenetico dell’azione, dando contemporaneamente al giocatore maggiore controllo sul personaggio e più potere decisionale su come affrontare scenari aperti e vasti.
Ciò che i programmatori hanno voluto fare in questo nuovo Crysis, è cercare di spingere i giocatori a sfruttare appieno le caratteristiche della tuta nanotecnologica in dotazione ai soldati di queste unità, spronandoli a cercare soluzioni alternative e creative per la risoluzione delle varie missioni. Al contrario di quanto avvenuto con il primo capitolo della serie, però, tutto questo dovrà accadere rispettando dei requisiti tecnici di sistema più contenuti. Gli sviluppatori, infatti, avevano realizzato il primo gioco pensando a qualcosa che potesse rimanere competitivo anche negli anni successivi, sfruttando quindi al massimo la tecnologia delle DirectX 10 e, in prospettiva delle schede grafiche più potenti in uscita. Questo significava che un giocatore dotato di un PC di media potenza poteva visualizzare Crysis solo a una risoluzione contenuta, cosa che molti hanno reputato frustrante. Warhead, invece, è stato ottimizzato per una risoluzione elevata e un’ottima fluidità anche con sistemi non eccessivamente costosi e all’avanguardia, il che porta a una sorta di situazione paradossale in cui, anche sullo stesso identico computer, questo gioco arriva a girare in modo più fluido e rapido rispetto al suo predecessore!
Inoltre il sequel è compatibile con la DirectX 9, cosa che include un bacino d’utenza molto maggiore e permette anche a configurazioni più modeste di gestire i complessi scenari e effetti speciali in modo più che accettabile. Certo, risulta un po’ strano che il secondo capitolo sia riuscito a rendere effetti di luce addirittura migliori del primo utilizzando driver di una generazione precedente, illuminando dinamicamente le scene grazie al calcolo dei riflessi del sole sull’acqua e tenendo conto di minimi dettagli. Questo probabilmente andrà a discapito di altri processi tipici della tecnologia più avanzata delle DirectX 10, tuttavia, sembra Warhead non abbia nulla da invidiare a Crysis e, anzi, presenti un risultato davvero eccezionale. Tanto di guadagnato per tutti quelli che hanno deciso di non passare a Windows Vista (necessario per l’utilizzo delle DirectX 10) e che hanno preferito rimanere con il loro fido XP!
Tutto questo, comunque, ha permesso ai ragazzi di Crytek di concentrarsi maggiormente sull’esperienza di gioco pura e semplice e su una velocità d’azione e una spettacolarità raramente mai viste prima in un videogioco per PC. Ad esempio, tutti gli effetti di illuminazione verranno enfatizzati e resi ancora più realistici da un nuovo motore creato appositamente da reparto tecnico, nonché da un nuovo sistema di gestione grafica particellare capace di rendere le esplosioni, gli incendi e il fumo verosimili e incredibilmente convincenti.
Diamo un’occhiatina alla trama: come già detto ci ritroveremo nei panni di Skyes, nel bel mezzo di scontri tra le truppe Nord-Coreane e Americane, ricalcando in parte ciò che accadeva nel primo titolo, con entrambe le potenze mondiali che cercano disperatamente di sconfiggere il nemico e di mettere le mani sull’astronave aliena schiantatasi sulla Terra. A parte cercare di restare in vita, na nostra prima missione consisterà nell’aiutare le nostre truppe nelle zone “fredde” influenzate dall’astronave stessa, e cercare il punto di origine di uno strano segnale elettromagnetico dal significato misterioso.
Un passo avanti è un uso migliore dell’intelligenza artificiale, sia dei nemici sia degli alleati. Infatti quando saremo in squadra con un altro soldato, costui ci aiuterà attivamente, coprendoci le spalle e agendo astutamente.
Novità anche sul fronte delle armi con mitragliatrici Gatling a più canne o lanciagranate devastanti. Non mancano nuovi mezzi da pilotare, come autoblindi super-corazzati e armati di tutto punto o mezzi hovercraft agili e velocissimi. Anche la stessa tuta, simile a quella utilizzata da Nomad nel primo capitolo, avrà qualche miglioria.
Certo è che Skyes è più avvezzo di Nomad a un approccio “frontale”, dato il suo carattere particolarmente violento, ma questo non toglie che sia possibile (e, anzi, auspicabile) utilizzare la super-tuta in modo creativo, ideando dei sistemi alternativi per risolvere gli scontri senza sparare nemmeno un proiettile. Una di queste possibilità, che viene mostrata in modo esplicito in una scena d’intermezzo tra una missione e l’altra, prevede l’utilizzo della modalità mimetica della tuta per avvicinarsi silenziosamente a un avversario, il rapido cambio nella modalità di forza e l’utilizzo di questa energia extra per scaraventare il soldato avversario contro un muro, per poi tornare immediatamente nella modalità mimetica, nascondendoci in un angolo buio per non far intravedere nemmeno la nostra vaga e indistinta silhouette. ^^
Migliorato anche il multiplayer con nuove sfide a squadre.
Nota dolente la limitata longevità del gioco e l'esplorabilità dell'isola dato che non si può passare in alcuni punti come nel primo capitolo.

altri screen...



alcuni screens con le esplosioni...

... e ancora...


info: "Computer Week Giochi" settembre 2008

screens: IGN.com

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