lunedì 22 dicembre 2008

Pokémon Mystery Dungeon: Esploratori del Tempo & Esploratori dell'Oscurità

Svegliarsi la mattina e scoprire di essere diventati un Pokémon: con questa premessa un po' kafkiana inizia anche il secondo Pokémon Mystery Dungeon, stavolta con due versioni entrambe per Nintendo DS (lo scorso episodio era disponibile anche per Game Boy Advance): Esploratori del Tempo ed Esploratori dell'Oscurità. Come per ogni gioco con protagonisti i più di trecento mostri di Satoshi Tajiri, i presupposti sono sempre gli stessi: i due titoli sono praticamente identici tra loro, tranne che per alcuni Pokémon e alcuni strumenti presenti in una versione piuttosto che nell'altra. Come al solito, il completamento di tutta l'avventura è possibile solo attraverso gli scambi tra le due edizioni.Quello che cambia rispetto alla serie regolare è lo stile di gioco, che abbandona le classiche meccaniche di Diamante e Perla per riprendere quelle della saga di Mystery Dungeon, basate sull'esplorazione di intricati labirinti, con lo scopo di portare a termine una serie di missioni. Ovviamente, il nostro alter ego Pokémon (si scopre chi è rispondendo a una serie di domande sulle nostre preferenze e sui nostri atteggiamenti) e la nostra squadra guadagnano punti esperienza in ogni combattimento (a turni, come sempre), e apprendono nuove mosse una volta raggiunto un determinato livello. I labirinti sono il punto focale del gioco e godono (o soffrono, a seconda dei punti di vista) della capacità di rigenerarsi ogni volta che entriamo e usciamo da uno di essi. Se non portiamo a termine una missione e decidiamo di uscire dal labirinto prima della sua conclusione, al nostro rientro la mappa sarà completamente cambiata. A questo proposito, come da caratteristica della serie, a complicare le cose (o le rende frizzanti, sempre a seconda del punto di vista) ci pensa il fatto che la mappa si crea sullo schermo a poco a poco che esploriamo il dungeon, rendendo l'orientamento possibile solo dopo un'attenta perlustrazione della zona.
Pokémon Mystery Dungeon rischia quindi di trarre in inganno e deludere chi si aspetta qualcosa di simile alle meccaniche presenti in Pokémon Diamante e Perla, o in uno spin-off come l'apprezzato Pokémon Ranger. Le meccaniche sono molto più complicate e il livello di difficoltà è più alto, scoraggiando un'utenza giovane. Ma al di là di cosa ci si aspetta, Esploratori del Tempo
ed Esploratori dell'Oscurità danno l'impressione di una scarsa rifinitura, oltre a soffrire dello sfruttamento davvero povero delle possibilità offerte da Nintendo DS. Se nello scorso capitolo il supporto quasi nullo di touch screen, microfono e due schermi era giustificabile dalla necessità di creare due titoli praticamente identici su DS e Game Boy Advance, questa volta non c'è alcuna reale motivazione, se non una mancanza di idee, per passare sopra alle poche novità presentate in questi due nuovi capitoli. Il gameplay, insomma, non è riuscito a trovare alcuna rivoluzione su Nintendo DS, ed è un peccato, visto che la struttura di gioco decennale di Mystery Dungeon avrebbe potuto essere alleggerita e resa più attuale grazie alla console portatile di Nintendo. Anche dal punto di vista grafico, il gioco non ha fatto grandi passi avanti, nemmeno una volta tolta l'ancora dalla versione GBA. Rispetto alla precedente edizione, insomma, c'è il non trascurabile bonus della presenza dei nuovi mostriciattoli di Perla e Diamante, oltre alla possibilità di essere salvati da un amico nelle situazioni più spinose, inviandogli una richiesta di soccorso online (recapitando una email al suo indirizzo di posta) e attendendo il suo ingresso nella nostra partita. La collaborazione è possibile anche, ovviamente, in multiplayer locale, a patto che ogni giocatore abbia la sua copia del gioco. Insomma, se siete fan della serie Mystery Dungeon, la presenza dei Pokémon non vi faccia credere che qui le cose si siano fatte meno serie, perché entrambi i titoli sono decisamente impegnativi. Se vi aspettate, invece, qualcosa di simile ai precedenti episodi di Pokémon disponibili, fate attenzione...







info: "GameStar"
screens: "IGN", "GameStar"

sabato 13 dicembre 2008

DS Book Collection

Nintendo pubblicherà in Europa entro la fine del mese DS Book Collection, raccolta di 100 classici della letteratura mondiale prodotta in collaborazione con l'editore Harper Collins.

Il software permetterà la lettura dei testi sul doppio schermo della console portatile con funzioni di segnalibro e di ricerca rapida; i classici saranno sfogliati tramite il pennino della portatile Nintendo, mentre altre funzionalità saranno scaricabili successivamente attraverso la Nintendo Wi-Fi Connection.
Tra gli autori che faranno parte del progetto presenti grandi classici quali Shakespeare, Dickens, Stevenson, Jules Verne, Alexandre Dumas, Jane Austen, Edgar Allen Poe e tanti altri.

DS Book Collection sarà disponibile esclusivamente su Nintendo DS a partire dal 26 dicembre 2008; la pubblicazione del software è attualmente prevista solo per il territorio britannico e al momento non è stata annunciata alcuna versione con localizzazione in italiano.

lunedì 1 dicembre 2008

Football Manager 2009


È finalmente giunto, con un paio di mesi abbondanti di ritardo rispetto all’inizio del campionato. Ma c’è, ed è questo quello che conta. Football Manager 2009 sta già accalappiando tutta l’attenzione degli allenatori virtuali italiani, allietandoli con tutta una serie di novità.
Il punto di svolta per la serie – nonostante si possa mantenere il buon vecchio 2D – è l’introduzione della partita in 3D. Una caratteristica che sicuramente necessita di ritocchi, in quanto la realizzazione puramente estetica è spartana. Le animazioni, specie quelle dei portieri, lasciano parecchio a desiderare e manca perfino il pubblico. A far da contrappunto – per fortuna – il realismo delle azioni che si sviluppano, fatta eccezione per i tiri dalla distanza che troppe volte sorprendono i portieri. È possibile guardare il match da diverse inquadrature, così da avere un responso esaustivo e affidabile sui movimenti dei giocatori in campo e, soprattutto, sulle risposte che danno ai nostri ordini tattici. Un comodo menu a tendina permette di settare le informazioni visibili: resistenza dei giocatori, altri risultati, voti, statistiche e quant’altro. Molto utili e veritieri, inoltre, i suggerimenti dell’allenatore in seconda che ravvisano con solerzia le difficoltà di uno dei nostri uomini o, perché no, la brillantezza del gioco espresso dalla squadra. Quest’ultima ipotesi, a dire il vero, è remota, nel senso che con la nuova edizione è aumentato, e non poco, il livello di difficoltà generale. Il gioco è molto, molto, accurato dal punto di vista tattico. Adesso bisogna prestare attenzione davvero a tutto, pena il fallimento. Se a un attaccante viene ordinato di fare molti scatti, non verrà mai a ricevere il pallone incontro. O ancora, se si adotta la tattica del fuorigioco ma i centrali sono lenti, le punte avversarie bucheranno spesso la difesa. Ancora, se i terzini sono troppo offensivi, non c’è da meravigliarsi se vengono sempre presi alle spalle dalle ali avversarie. Tutto, insomma, va studiato con attenzione, ancor più che in passato: il grado di immersività e di realismo, punto di forza del gioco, è praticamente allo stato dell’arte. Va anche detto che rispetto allo scorso anno, nelle tattiche, sono state ridotte a una sola tacca le frecce che rappresentano i movimenti dei giocatori; per di più, non è più possibile ordinar loro di muoversi lateralmente. In ogni caso, con un attento studio, si può porre facilmente rimedio a questo piccolo inconveniente.
Nell’edizione 2009 – il discorso rientra nell’ottica di aggiungere piccole migliore ogni anno – si può richiedere a un calciatore di imparare un’abilità specifica: dribblare sulla fascia, piuttosto che eludere il fuorigioco o tirare di potenza della distanza. Piccole grandi chicche che i giocatori andranno ad aggiungere al loro carnet, anche se possono rifiutare il consiglio dell’allenatore: volevate che Football Manager non riproducesse financo le bizze delle primedonne del calcio? Venendo al calciomercato, è stato reso ancor più verosimile con l’inserimento di una pagina che raccoglie le voci sui trasferimenti, reali o, sovente, campate in aria: vedrete la rabbia dei tifosi quando al Palermo viene appioppato il nome di Puggioni della Reggina… In questo quadro idilliaco, purtroppo, si innesta un bug che attanaglia la comproprietà, “istituto” esistente solo in Italia: le società cedono tutti anche per meno della metà del valore di un giocatore, sia esso Blasi del Napoli o Ibrahimovic dell’Inter. Peccato che il club nerazzurro poco prima avesse rifiutato un’offerta esorbitante per l’intero cartellino del talento svedese. Altra novità fresca di stagione sono le conferenze stampa al momento della presentazione del nuovo tecnico o prima e dopo le partite. Per quanto sia piacevole all’inizio, ben presto rischia di diventare noiosa, in quanto le domande propinate dai giornalisti sono sempre le stesse. Questo compito può essere demandato all’allenatore in seconda. Va da sé che qualche risposta fuori luogo possa riverberarsi in maniera negativa sul morale della squadra e/o della società. Tra le aggiunte di quest’anno, ricordiamo anche l’introduzione del manager al femminile (perché il calcio doveva rimanere un fatto only for male?) e dei cenni storici delle società. Le ultime parole le spendiamo pro forma per il comparto tecnico, dopo aver affrontato in apertura il tema “3D”. Le skin fanno bene il loro lavoro e l’accompagnamento audio è pressoché assente. L’interfaccia è, come sempre, molto ben realizzata e non creerà problemi di sorta a gran parte dei giocatori. In definitiva, Football Manager stravince ancora una volta nel settore dei manageriali calcistici. Anche se la concorrenza sta facendo passi da gigante, Sports Interactive non ha rivali, grazie soprattutto alla profondità e al realismo che riesce a imprimere, di anno in anno, alla serie.






screens: IGN.com