lunedì 1 dicembre 2008

Football Manager 2009


È finalmente giunto, con un paio di mesi abbondanti di ritardo rispetto all’inizio del campionato. Ma c’è, ed è questo quello che conta. Football Manager 2009 sta già accalappiando tutta l’attenzione degli allenatori virtuali italiani, allietandoli con tutta una serie di novità.
Il punto di svolta per la serie – nonostante si possa mantenere il buon vecchio 2D – è l’introduzione della partita in 3D. Una caratteristica che sicuramente necessita di ritocchi, in quanto la realizzazione puramente estetica è spartana. Le animazioni, specie quelle dei portieri, lasciano parecchio a desiderare e manca perfino il pubblico. A far da contrappunto – per fortuna – il realismo delle azioni che si sviluppano, fatta eccezione per i tiri dalla distanza che troppe volte sorprendono i portieri. È possibile guardare il match da diverse inquadrature, così da avere un responso esaustivo e affidabile sui movimenti dei giocatori in campo e, soprattutto, sulle risposte che danno ai nostri ordini tattici. Un comodo menu a tendina permette di settare le informazioni visibili: resistenza dei giocatori, altri risultati, voti, statistiche e quant’altro. Molto utili e veritieri, inoltre, i suggerimenti dell’allenatore in seconda che ravvisano con solerzia le difficoltà di uno dei nostri uomini o, perché no, la brillantezza del gioco espresso dalla squadra. Quest’ultima ipotesi, a dire il vero, è remota, nel senso che con la nuova edizione è aumentato, e non poco, il livello di difficoltà generale. Il gioco è molto, molto, accurato dal punto di vista tattico. Adesso bisogna prestare attenzione davvero a tutto, pena il fallimento. Se a un attaccante viene ordinato di fare molti scatti, non verrà mai a ricevere il pallone incontro. O ancora, se si adotta la tattica del fuorigioco ma i centrali sono lenti, le punte avversarie bucheranno spesso la difesa. Ancora, se i terzini sono troppo offensivi, non c’è da meravigliarsi se vengono sempre presi alle spalle dalle ali avversarie. Tutto, insomma, va studiato con attenzione, ancor più che in passato: il grado di immersività e di realismo, punto di forza del gioco, è praticamente allo stato dell’arte. Va anche detto che rispetto allo scorso anno, nelle tattiche, sono state ridotte a una sola tacca le frecce che rappresentano i movimenti dei giocatori; per di più, non è più possibile ordinar loro di muoversi lateralmente. In ogni caso, con un attento studio, si può porre facilmente rimedio a questo piccolo inconveniente.
Nell’edizione 2009 – il discorso rientra nell’ottica di aggiungere piccole migliore ogni anno – si può richiedere a un calciatore di imparare un’abilità specifica: dribblare sulla fascia, piuttosto che eludere il fuorigioco o tirare di potenza della distanza. Piccole grandi chicche che i giocatori andranno ad aggiungere al loro carnet, anche se possono rifiutare il consiglio dell’allenatore: volevate che Football Manager non riproducesse financo le bizze delle primedonne del calcio? Venendo al calciomercato, è stato reso ancor più verosimile con l’inserimento di una pagina che raccoglie le voci sui trasferimenti, reali o, sovente, campate in aria: vedrete la rabbia dei tifosi quando al Palermo viene appioppato il nome di Puggioni della Reggina… In questo quadro idilliaco, purtroppo, si innesta un bug che attanaglia la comproprietà, “istituto” esistente solo in Italia: le società cedono tutti anche per meno della metà del valore di un giocatore, sia esso Blasi del Napoli o Ibrahimovic dell’Inter. Peccato che il club nerazzurro poco prima avesse rifiutato un’offerta esorbitante per l’intero cartellino del talento svedese. Altra novità fresca di stagione sono le conferenze stampa al momento della presentazione del nuovo tecnico o prima e dopo le partite. Per quanto sia piacevole all’inizio, ben presto rischia di diventare noiosa, in quanto le domande propinate dai giornalisti sono sempre le stesse. Questo compito può essere demandato all’allenatore in seconda. Va da sé che qualche risposta fuori luogo possa riverberarsi in maniera negativa sul morale della squadra e/o della società. Tra le aggiunte di quest’anno, ricordiamo anche l’introduzione del manager al femminile (perché il calcio doveva rimanere un fatto only for male?) e dei cenni storici delle società. Le ultime parole le spendiamo pro forma per il comparto tecnico, dopo aver affrontato in apertura il tema “3D”. Le skin fanno bene il loro lavoro e l’accompagnamento audio è pressoché assente. L’interfaccia è, come sempre, molto ben realizzata e non creerà problemi di sorta a gran parte dei giocatori. In definitiva, Football Manager stravince ancora una volta nel settore dei manageriali calcistici. Anche se la concorrenza sta facendo passi da gigante, Sports Interactive non ha rivali, grazie soprattutto alla profondità e al realismo che riesce a imprimere, di anno in anno, alla serie.






screens: IGN.com

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