giovedì 16 aprile 2009

Il samurai nero

Non capita tutti i giorni di impersonare un samurai nero immerso in un Giappone feudale fantasioso. La trama rispecchia fedelmente l'anime a cui si ispira, vedendoci nei panni di un guerriero pronto a tutto per vendicare la morte del padre. Per raggiungere il suo scopo dovrà impossessarsi della fascia numero due, con cui potrà finalmente sfidare il possessore della fascia immediatamente precedente, ovvero Justice , l'assassino di suo padre. Il cartone trasmesso su MTV ha rappresentato un perfetto connubio tra violenza, splendidi paesaggi, e una caratterizzazione certamente atipica per un samurai. La bizzarra personalizzazione del protagonista era poi accentuata dall'egregio doppiaggio dell'attore Samuel Jackson.
Bandai non disdegna l'azione più semplice e diretta, e Afro Samurai è un limpido esempio di hack & slash sulla falsariga di Devil May Cry o Ninja Gaiden. L'atmosfera della produzione televisiva è riprodotta su schermo grazie all'espediente del cel shading che trasferisce ai freddi personaggi poligonali dei colori più morbidi, patinati che più si addicono ad un vero e proprio cartoon. Il risultato è egregio, uno dei migliori risultati ottenuti in questo campo. I paesaggi sono evocativi, così come risulta splendido l'uso dei colori che conferisce a tutta la produzione un effetto suadente che si scontra inesorabilmente con la crudezza delle scene gore. Il sangue scorrerà sulla schermo abbondantemente, senza alcuna censura, e senza essere mai fuori luogo. D'altra parte si ha una spada affilata e i nemici non mancano no? Come detto precedentemente, siamo di fronte ad un hack & slash sincero, in cui il unico scopo sarà quello di avanzare e affettare i nemici con una serie di combo e mosse speciali. La formula funziona bene per la prima mezz'ora regalando
emozioni sadiche non appena si smembreranno i nemici, o si affonderà la spada nelle loro viscere, per poi scemare inesorabilmente. Ci si abitua abbastanza in fretta all'aspetto cosmetico del gioco, mentre l'azione che inizialmente lascia senza fiato, provoca alla fine sonori sbadigli. Complice un gameplay troppo semplice e poco limato nella strategia dei combattimenti. Nonostante diverse mosse, ci si ritroverà ben presto a premere i pulsanti per l'attacco forsennatamente, complice anche dei nemici che ci attaccheranno sempre a testa bassa. La situazione non migliora con i boss di fine livello, privi di qualsiasi strategia, che potranno essere sconfitti, attaccandoli dopo esserci a nostra volta difesi. Tutto qua. A poco serve anche la consolidata introduzione del “tempo rallentato”, qui chiamato Focus Mode, con cui potremo decapitare e smembrare i nemici in relativa calma. Altre introduzioni, come un gioco di carte e alcuni obiettivi per mozzare in sequenza gli arti dei nemici, fungono da palliativo ad un gameplay arido di sorprese ed emozioni. Assolutamente deleteri risultano poi le sezioni platform che provocheranno non poca frustrazione per via di una visuale mai all'altezza. E' un peccato che il potenziale grafico e comunicativo di Afro Samurai non sia stato sfruttato conferendogli un gameplay più maturo e vario. Il sangue c'è, il linguaggio adulto pure, ma per mantenere vivo l'interesse del giocatore, serve ben altro.

di seguito qualche screen con le differenze del gioco sulle due console ^__^





info: Ludus
screen: IGN

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