
Come accade oggi la tecnologia faceva passi da gigante e la Commodore era intenzionata a lanciare sul mercato un altro computer Amiga di nuova generazione: l’Amiga 1200 (A1200), che sarebbe stato l’ultimo computer da essa prodotto.
La scelta di lanciare un nuovo prodotto era dovuta anche dal fatto di restare a passo con i tempi e fare concorrenza alle nuove console che stavano per invadere il mercato videoludico (prima fra tutte il Super Nintendo).
L’A1200 includeva il nuovo processore 68020 a 14.32 MHz, 2 MB di RAM e c’era anche l’opzione di montare un Hard-Disk.
Come nell’A500, anche qui venivano dati i nomi di donna alle componenti hardware della macchina: Budgie si prendeva cura della memoria, Gayle codificava gli indirizzi di sistema e il controller IDE, mentre Alice e Lisa controllavano il diplay AGA (Advanced Graphics Architecture); il disply AGA permetteva di visualizzare ben 256 colori contemporaneamente ed era totalmente compatibile con i giochi più datati usciti per A500.

Le case programmatrici non vedevano di buon occhio la programmazione di programmi (e soprattutto giochi) con il sistema AGA, dato che ne avrebbe limitato le vendite; quindi per un periodo continuarono a programmare per l’A500 con l’opzione di qualche miglioria grafica con il sistema AGA.

Altri titoli uscirono ma l’A1200 non riusciva ad avere il successo del suo predecessore e nel 1994 la Commodore lottava per cercare di rimanere a galla ma nell’aprile del 1994 cessò l’attività indebitata fino al collo.
La società fu rilevata da un’azienda tedesca che continuò a vendere gli A1200 in contemporanea con le uscite di PlayStation e Sega Saturn.
Ormai la macchina era morta, ma la cosa alquanto strana è che dopo la sua morte cominciarono ad uscire numerosi titoli che furono i migliori giochi dell’A1200 (Worms, ad esempio, che uscì nel 1995).

Molte software house cominciarono a programmare i giochi solo su CD e le riviste specializzate inglesi (prime in assoluto) cominciarono ad allegare CD-ROM contenenti le demo dei giochi.
Uscirono altri titoli come “The Chaos Engine 2” che sfruttava il sistema AGA, “Fightin’ Spirit”, “All New World of Lemmings”, “Big Red Adventure” (conversione di un punta-e-clicca da PC). Uscirono tantissimi titoli ma il mondo era già dominato dai big come PlayStation e Nintendo 64 e molti di loro, degni di nota, passarono inosservati.
Tutt’oggi, comunque, ci sono appassionati e occasionalmente vengono prodotti nuovi titoli ma con tutto ciò si può confermare che i tempi per questa fantastica macchina da gioco sono realmente finiti.
Possedere un Amiga 1200, al giorno d’oggi, significa un dolce tuffo nella nostalgia.
for info thanks to: rivista "retroGAMER"